La Locanda del Fuoco

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Moderatore: nihal87

La Locanda del Fuoco

Messaggiodi manusk » 30/10/2011, 12:55

[img]RACCONTO:
LA LOCANDA DEL FUOCO



Era appena spuntata l’alba quando alzò una mano per proteggere i suoi occhi azzurri dai raggi del sole. Era stanco,non ricordava più da quanto fosse in cammino.
Ad un tratto guardò la borraccia quasi vuota,avrebbe dovuto provvedere al più presto a riempirla,ma dove?In quella landa desolata non c’era niente,nemmeno lui sapeva cosa avrebbe potuto incontrare in quei territori dimenticati. Era stato avventato a partire così spinto dai sentimenti:rabbia,vendetta e cosa più importante,dalla speranza di ritrovare la sorella ancora in vita,e non sarebbe tornato indietro proprio adesso. Solo poche volte aveva affrontato lunghi viaggi per scambi con altri villaggi o in cerca di qualche lavoretto per guadagnare qualcosa,veniva da una famiglia di contadini,ma purtroppo i tempi erano molto duri,infatti dalla terra si ricavava veramente poco e ognuno si arrangiava come poteva,anche i mezzi di trasporto cominciavano ad essere rari e costosi.
Qualcosa lo destò dai suoi pensieri,in lontananza scorse un’abitazione,cominciò a correre in quella direzione.
<<E’ una locanda a giudicare dall’insegna un po’ sbiadita,la Locanda del Fuoco…>> La struttura sembrava abbastanza solida anche se trasandata. Vi entrò con la speranza di trovare cibo e acqua,appena entrato un brivido gli percorse lungo la schiena,ma era troppo stanco per rendersene conto. L’ambiente sembrava accogliente,lunghe tavolate imbandite occupate da molti viandanti,sulla sinistra un’enorme caminetto che fungeva sia per il riscaldamento che per sfoggiare la carne cotta con maestria dal cuoco,una dolce musica veniva da uno strumento a corda vicino al bancone centrale. Le palpebre cominciarono a farsi pesanti e le gambe quasi non lo ressero,finche qualcuno non urlò. <<Josh!>> Sentendo il suo nome si svegliò da quel torpore,non riusciva a capire da dove arrivasse la voce. “Non ho dubbi è la voce di mia sorella!” <<Kila!>> Urlò. All’improvviso tutto svanì,come fossero state solo ombre e la locanda si rivelò per quello che era,un luogo abbandonato in disfacimento,cocci dappertutto,sedie e tavoli rotti o ribaltati. Il silenzio si fece pesante,d’istinto serrò la mano sul pugnale,l’unica arma che aveva. <<Pensi sul serio che possa servirti?>> La voce riecheggiò per tutto il locale disorientandolo,man mano che si avvicinava vide una luce espandersi e prendere forma davanti a lui.
<<Uno spirito?>> Disse incredulo.
<<Di preciso sono un “Erth”uno spirito di fuoco e questa è la mia dimora!>>
Lo spirito si trasformò in una sinuosa figura femminile,e rise nel vedere la paura misto stupore nel volto dell’uomo.
Josh non ne sapeva molto sull’argomento,aveva sentito dire che erano perlopiù spiriti innocui che si nascondevano negli elementi materiali come alberi,rocce ecc. e per indurli a farsi vedere era necessario chissà quale rito. Ma questo tutto poteva essere tranne che innocuo e come in risposta lo spirito cominciò a lanciare frecce di fuoco.
Josh strinse i pugni,doveva cercare in fretta una soluzione,nella mente riaffiorava il ricordo di quel giorno che vide sua sorella sparire inghiottita da quelle stesse mura comparse all’improvviso ai margini del suo villaggio,il rimorso per non essere riuscito a salvarla:aveva allungato la mano,ma non riuscì ad afferrarla come se una barriera invisibile non glielo avesse permesso…”Ma certo l’acqua!Avevo le mani bagnate quel giorno”Ora sapeva,l’unica cosa che poteva fare era scappare,da prigioniero o da morto non avrebbe potuto aiutare nessuno,conosceva il suo punto debole,ma non era abbastanza,era troppo forte per lui. Sarebbe bastato mettere un piede fuori per essere salvo,si inginocchiò come sconfitto,fece scivolare la mano verso la borraccia,veloce svitò il tappo. “Spero funzioni.” Si bagnò le mani e scattò alzandosi verso la porta,ma lo spirito la bloccò e cominciò a far vorticare in aria qualsiasi oggetto da scagliargli contro,Josh si abbassò evitando lo schianto con un tavolo,ma non poté evitare un vetro che gli si conficcò nel braccio,con una smorfia di dolore girò verso sinistra dove c’era una balconata fatta di legno,allungando la mano al contatto il legno si frantumò all’istante,fece un salto mentre un altro vetro arrivò a ferirlo all’altezza del ginocchio. Lo spirito urlò tutto il suo disappunto. Josh ormai fuori si aggrappò come poté disteso a terra,mentre la locanda veniva risucchiata da un vortice. Tutto durò un attimo. Guardò verso il sole ormai prossimo al tramonto e per la prima volta sorrise,anche se di un sorriso amaro. “La prossima volta ci riuscirò,aspettami Kila.” Promise a se stesso.

Le ferite per fortuna non erano così gravi,guardò il cielo alla ricerca della stella che lo avrebbe guidato fino a Rechi,un paese verso ovest dove avrebbe trovato “lei”,anche se non voleva ammetterlo aveva bisogno del suo aiuto. L’aria fredda della notte gli ridiede un po’ di energie per affrontare l’ultimo pezzo di deserto. All’improvviso sgranò gli occhi,apparve davanti a lui la Locanda del Fuoco ,la porta si spalancò e un vento impetuoso cominciò a trascinarlo all’interno come una mano invisibile. Ancora troppo debole non riuscì ad opporre resistenza. Lo spirito cominciò a ridere di lui e lentamente come in una danza gli si avvicinò per avvolgerlo in un caloroso abbraccio,Josh non riusciva a muoversi,sentiva il calore delle fiamme soffocarlo rubandogli l’aria e poi bruciargli la pelle del volto,finche non resistette più ed urlò dal dolore. <<Nooo!>> Aprì gli occhi che stava ancora gridando; si rese poi conto d’aver avuto un incubo,il cuore gli batteva all’impazzata. Incrociò lo sguardo di una donna di colore con profondi occhi scuri che riconobbe come Beda,la chiromante che stava cercando.
Da quanto tempo non la vedeva? Almeno 8 anni,da quando sua madre lo portò con se per andare a chiederle consiglio,lui è sempre stato scettico,ma trovare cose e persone doveva ammetterlo ci azzeccava sempre.
<<Josh finalmente ti sei svegliato,hai avuto la febbre molto alta,ti hanno trovato svenuto a 2km dal villaggio. Eri proprio malconcio,ma ora hai bisogno di riposo e di rimetterti in forze.>> Detto ciò gli porse il piatto e si allontanò. Lui avrebbe voluto dire qualcosa ma non ci riuscì,il profumo del cibo svegliò di colpo il suo stomaco vuoto. Il giorno dopo raccontò a Bada l’accaduto e le chiese consiglio(nonostante il suo orgoglio).
<<Da ciò che mi dici lo spirito non è ancora così potente da essere immune al suo punto debole,e inoltre per spostare l’intera locanda ha bisogno di molta energia,che probabilmente prende dai suoi prigionieri.>> A queste parole Josh gli si strinse il cuore. Beda continuò.
<<Non avevo mai visto un Erth avere tutto questo potere,è strano …>>
A questo punto prese i pezzi di vetro che aveva tolto dalle ferite di Josh,dove aleggiava ancora l’aura dello spirito,li esaminò attentamente e li frantumò in un contenitore,fatto ciò li porse sul tavolo dove erano disposte le sue carte divinatorie,queste si alzarono e si disposero secondo un ordine che solo lei poteva comprendere.
<<Ora capisco sullo spirito è stata fatta una magia per poterlo potenziare,ma la cosa è sfuggita al controllo e l’essere ha preso il sopravvento ponendo fine alla vita del presunto mago.>>
<<Ma se è così come mai la magia persiste ancora?>>
<<Perché è stato fatto un incantesimo indissolubile,anche se non è più in vita le sue ossa tengono ancora il legame purché restino all’interno della locanda. L’unica cosa che posso fare e prepararti una pozione che spezzi quel legame,ma dovrai spargerla sopra le ossa o i resti del mago.>>
Josh ci pensò un momento e chiese.
<<Come posso trovare la locanda?>>
<<Hai con te qualcosa appartenuto a tua sorella?>>
Mise le mani in tasca e tirò fuori una monetina che Kila gli aveva regalato come portafortuna. Beda la prese e consultò ancora le sue carte,dopo un tempo che sembrò interminabile disse:
<<Troverai la locanda fra 2 giorni verso sud ai piedi del monte Uti.>>
<<Allora dovrò fare in fretta.>>
<<Mi servono almeno 3 ore per la pozione e ti preparerò qualcosa per il viaggio.>>
Detto ciò si mise all’opera con aria seria cercando di non far trasparire la sua tristezza per i rischi che avrebbe dovuto correre il ragazzo. Non parlarono più fino al momento dell’addio.
Il momento arrivò:
<<Ecco tutto è pronto e ricorda ciò che ti ho spiegato.>>
“Sempre se non vengo cotto prima dallo spirito.”Pensò Josh rendendosi conto di quanto era stato fortunato la prima volta.
Prima che lui si voltasse Beda disse:
<<Mi dispiace…>>Lui capì al volo cosa volevano dire quelle due parole. L’ultima volta che andò da lei con sua madre(sua sorella era dalla zia),fu anche l’ultima che la vide in vita,purtroppo al ritorno ci fu un incidente e lei perse la vita. Lui furente diede la colpa a Beda,convinto che nella sua divinazione sapesse come sarebbe andata a finire,e andò dicendo che era solo una ciarlatana. Ma lo aveva accolto e curato,lo stava aiutando,i sentimenti contrastanti che provava nei suoi confronti lasciarono il posto alla vergogna per come si era comportato. Un giorno sarebbe riuscito a togliere quel peso che teneva rinchiuso infondo al suo cuore.
<<Grazie do tutto,qualsiasi cosa succeda.>> Fu l’unica cosa che riuscì a dirle prima di andarsene. Lei gli fu grata,lo seguì con lo sguardo finché non si confuse con l’orizzonte.

Josh arrivò correndo ai piedi del monte Uti,eccola ora la vedeva. Come previsto entrare fu facile. Varcata la soglia rimase vicino alla porta,avrebbe cercato di evitare uno scontro diretto il più possibile.
<<Hei! Non c’è nessuno? Ti ricordi di me? Sono quello che ti sei lasciato sfuggire!>> Urlò provocandolo. Lo spirito non si fece attendere e posizionatosi al centro della stanza,circondò le pareti interamente di fuoco,precludendogli così ogni via di fuga. <<Tutto qui quello che sai fare?>> Rise Josh allargando le braccia,anche se in realtà era teso come una corda di violino. Lo spirito con un ghigno lanciò un una sfera,lui non riuscì del tutto a schivarla cadde in ginocchio senza fiato,ma cercò di rialzarsi subito,sentì l’aria che si stava riscaldando. Poco prima del lancio di un’altra sfera Josh sfilò dalla tasca uno specchietto che gli aveva dato Beda e seguendo il suo consiglio glielo puntò dritto negli occhi,il quale come colpito dal suo stesso fuoco urlò dal dolore;al limite della rabbia creò un vortice facendo volare ogni cosa attorno a se,stavolta talmente forte da risucchiare anche Josh. Quest’ultimo cercava con tutte le sue forze di non andare a sbattere contro gli oggetti che gli arrivavano contro e allo stesso tempo di aprire il sacchetto con la pozione. All’improvviso una sedia lo colpì alla testa e perse la presa sul sacchetto. “No,maledizione!” Pensò e dalla ferita uscì del sangue,il sacchetto s’impigliò nella maniglia di un cassetto,cercò di avvicinarsi ma andò a sbattere contro il muro col fianco,provocandosi una leggere ustione,tese il braccio il più possibile riuscì a toccarlo ma sfuggì alla sua presa,il laccio però si sciolse spargendo cosi il contenuto dappertutto. Lui continuò a girare come fosse stato una foglia in balia del vento,poi qualcosa lo schiacciò a terra,gli girava la testa e sentì dolore alla spalla. “Possibile che sia stato tutto inutile?”
Di colpo tutto si fermò,la panca che gli era addosso lo riparò dagli oggetti che cadevano a terra,le urla dello spirito si spensero in rantolii rauchi di un piccolo essere innocuo.
Finalmente era finita. Dall’oscurità della parete di fronte cominciarono ad uscire i prigionieri impauriti e disorientati,Josh si premurò di accompagnarli fuori e di rassicurarli,ma non trovò sua sorella,allarmato corse dentro la locanda e vide un piccolo fagottino accovacciato vestito solo di stracci,pallida e denutrita quasi non la riconobbe.
<<Kila sono io Josh!>> le tese la mano.
<<No! Lasciami stare!>> Urlò coprendosi il volto,lui le si sedette accanto,le prese la mano accarezzandola.
<<Guardami sono io,ora nessuno ti farà più del male,perdonami per non essere arrivato prima.>> Una lacrima solcò il suo volto.
Kila lo guardò con la consapevolezza che non fosse un sogno e prendendo la sua mano pianse sfogandosi per la prima volta dopo quella brutta esperienza ciò che aveva nel cuore.
Tutti furono soccorsi ed ospitati dal villaggio vicino,mentre la locanda venne distrutta e lo spirito che albergava nel camino fu condannato e relegato nella torre più alta fungendo da faro.
Alla finestra lo sguardo di Beda si rilassò,tutto era andato bene,di solito non prediva il futuro alle persone ma, per quell’uomo aveva fatto un’eccezione.
<<Non si possono dominare gli elementi,pena sarà la tua vita.>> Così gli disse,ma lui le rise in faccia e uscì sbattendo la porta. La verità è difficile da accettare quando è troppo lontana dalle proprie ambizioni.

FINE

Di Manusk






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Re: La Locanda del Fuoco

Messaggiodi gio » 03/11/2011, 14:58

Manusk che bello! con un titolo così mi hai attirato a forza ;)

complimenti!

una proposta: c'è in corso un concorso C'era una volta la Terra di Altrove, che si concluderà ai primi di dicembre perchè non partecipi con questo racconto? Basterebbe aggiungere qualche riferimento alla Terra di Altrove (a località altroviane) Se ti interessa puoi dare un'occhiata alla mappa
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Re: La Locanda del Fuoco

Messaggiodi manusk » 04/11/2011, 22:57

Grazie :oops:
Questo è un rifacimento di quello che ho fatto x la festa scorsa,ampliato e rimodellato.
Ci farò un pensierino,il fatto è che a me mi ci vuole tempo x preparare qualcosa(nn sono brava come gli altri :oops: ).
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