Carlo Collodi (1826-1890)

Biografie degli autori che hanno fatto la storia delle fiabe

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Carlo Collodi (1826-1890)

Messaggiodi demon black » 13/09/2010, 22:05

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Carlo Lorenzini, più noto con lo pseudonimo di Collodi (dal nome del paese natale della madre), nasce a Firenze il 24 novembre 1826. La madre, Angelina Orzali, benché diplomata come maestra elementare, fa la cameriera per l'illustre casato toscano dei Garzoni Venturi - la cui tenuta a Collodi rimarrà uno dei ricordi più cari del piccolo Carlo - e in seguito presso la ricca famiglia Ginori di Firenze. Il padre Domenico Lorenzini, di più umili origini, debole di carattere e fragile di salute, lavora come cuoco per gli stessi marchesi Ginori.
Primogenito di una numerosa e sventurata famiglia (dei dieci figli, sei ne muoiono in tenera età), Carlo frequenta le elementari a Collodi, affidato ad una zia. Malgrado il carattere vivace, inquieto e propenso all'insubordinazione, viene avviato agli studi ecclesiastici presso il Seminario di Val d'Elsa e poi dai Padri Scolopi di Firenze.

Nel 1848, partecipa come volontario alla prima Guerra d'Indipendenza nelle file dei mazziniani. Nell'estate dello stesso anno fonda il quotidiano di satira politica "Il Lampione", ben presto soppresso dalla censura - in seguito alla restaurazione del '49 del Granduca Leopoldo - e riaperto undici anni dopo, per la tenacia del fondatore, in occasione del plebiscito sull'annessione al Piemonte. In quell'arco di tempo, il foglio satirico viene sostituito dal giornale di carattere strettamente teatrale "Scaramuccia".
Nel 1856 scrive il libro "Un romanzo in vapore", con accenti trasgressivi e pieni di humour, a cui fa seguito "Il viaggio per l'Italia di Giannettino".
Nel '59, spinto dagli ideali del patriottismo, partecipa alla seconda Guerra d'Indipendenza.
Collodi, scrittore dal carattere spiritoso, versatile, da taluni considerato molto pigro, collabora, fino al 1875, a numerosi giornali; scrive pure romanzi e drammi teatrali, nessuno dei quali però di particolare valore creativo.
Il primo testo dedicato all'infanzia è del 1876: "I racconti delle fate", splendide traduzioni di fiabe francesi commissionate dalla libreria editrice Paggi. Da allora, Collodi si cimenta nel genere della letteratura infantile, con la realizzazione di una serie di testi scolastici che lo rendono un benemerito dell'istruzione pubblica nell'Italia appena unita.

La vera notorietà di Collodi arriva, però, con la pubblicazione del romanzo "Le avventure di Pinocchio", storia del burattino più famoso del mondo. Pubblicato inizialmente a puntate, a partire dal 7 luglio 1881, sul "Giornale per i bambini" di Ferdinando Martini, con il titolo di "Storia di un burattino", esce integralmente nel 1883 con l'editore Felice Paggi di Firenze. L'opera è stata pubblicata in 187 edizioni e tradotta in 260 lingue o dialetti.
Prima di aver goduto del meritato successo, Carlo Collodi muore, improvvisamente, il 26 ottobre 1890 a Firenze.
Le sue carte, donate dalla famiglia, sono conservate nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.


Qui in Locanda:

Come andò che Pipì perse la sua bellissima coda
Il principe Amato
La cervia del bosco
Le Fate
Pipì scimmiottino color di rosa
Puccettino
Un giorno senza un sorriso...è un giorno perso (Charlie Chaplin)
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Re: Carlo Collodi (1826-1890)

Messaggiodi koukla » 13/09/2010, 22:27

Come il cacio sui maccheroni, ho recentemente visitato Il Parco di Pinocchio a Collodi-Pescia (Pt).
L'ho trovato veramente ben strutturato, non tanto per quanto riguarda il parco in sé, ma bensì per la cura dell'organizzazione. Non essendo nato come Parco Divertimenti, mi aspettavo un percorso tra le varie sculture disseminate tra il verde, in realtà è molto di più! Una simpaticissima animatrice propone la storia del parco, e di conseguenza del libro Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, sotto forma di teatrino: credo di non aver mai visto bimbi tanto attenti ad una presentazione! (mio figlio compreso :mrgreen: )
All'inizio del percorso si trovano alcuni carrozzoni antichi, come ad esempio questo denominato
Il Carrozzone delle Fate
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Trattasi di vere e proprie carrozze, anticamente trainate da 6 cavalli ciascuna, che giravano per l'Italia a far conoscere le avventure del famoso burattino.
Sotto i lecci, nelle zone adibite al relax, dal 2004 si trovano le giostre storiche, che risalgono a vari periodi tra il 1900 e il 1950, recuperate ed installate nell’area giochi.
L’evoluzione impietosa della tecnologia, il mutare dei gusti e delle mode ne avevano decretato la morte. Accuratamente restaurate da abili artigiani, nel rispetto della loro struttura originale e dei moderni requisiti di sicurezza, conservano tutta la poesia, la freschezza, l’ingenuità dei divertimenti di un tempo.


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