Errori da fantasy

La lotta tra il bene e il male, il viaggio, la ricerca, i talismani... qui si discute dei 'capisaldi' fantasy

Errori da fantasy

Messaggiodi gio » 18/08/2009, 11:30

Quali sono gli errori o gli elementi di disturbo alla lettura che vi è capitato di notare in un fantasy? Diciamo gli scivoloni che più facilmente possono capitare a chi scrive questo genere?
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Re: Errori da fantasy

Messaggiodi demon black » 31/08/2009, 16:27

..uhm...credo che alle volte la tirano talmente per le lunghe che alla fine per trovare una conclusione fanno una "rincorsa" senza senso sulle ultime pagine!!!
Cioè pagine, pagine e pagine di descrizioni inutili (vedi tutto Eldest di Paolini) per poi trovarsi con un pugno di mosche alla fine (vedi tutta la preparazione inutile, e a questo punto stupida, di Breaking Dawn pe ril tanto fantomatico arrivo dei Volturi)!!!
Un giorno senza un sorriso...è un giorno perso (Charlie Chaplin)
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Re: Errori da fantasy

Messaggiodi saxosax » 13/11/2010, 20:15

Spesso e volentieri mi è capitato di leggere autori che NON HANNO LA PIÙ PALLIDA IDEA DI QUANTO PESI UNA SPADA o che ignorano il fatto che USARE UNO SCUDO PER COMBATTERE NON È DA SFIGATI MA SERVE A SOPRAVVIVERE. Vedo tante di quelle volte super guerrieri che combattono con asce o spade doppie, schivando i colpi alla Matrix o impedendo agli avversari di colpirlo solo con la loro presenza carismatica che ormai mi viene da ridere. Per non parlare dei super eroi che alla fine della battaglia hanno ucciso 100 nemici, 1000 nemici, lottando solo grazie alla loro forza di volontà. Provateci voi a prendere in mano una spada di tre chili e vediamo quanto durate... :twisted:
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Re: Errori da fantasy

Messaggiodi Rox186 » 13/11/2010, 21:07

A volte nei fantasy succedono cose un po' assurde persino per un fantasy; tipo appunto, come dice saxosax, gente che combatte senza armatura ed esce illesa dalla battaglia :shock:
Il fatto è che, contariamente a quanto si creda, anche per scrivere un fantasy c'è bisogno di documentarsi e sopratutto le cose che accadono devono avere un SENSO: anche se il protagonista è un mago che usa la magia, non può riuscire a spostare le montagne solo perché è un mago. Serve sempre un perché. A volte gli scrittori si dimenticano di specificarlo, o lo danno per scontato.
Un'altra cosa comune è quello che io chiamo "il cattivo perché sì", cioè un personaggio che decide di distruggere il mondo senza un valido perché. Fa proprio ridere.
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Re: Errori da fantasy

Messaggiodi SeanMacMalcom » 16/11/2010, 11:10

Sono rimasto a lungo incerto sull'intervenire o meno nella questione, volendo evitare di apparire quale troppo personalmente coinvolto nella stessa...

Poi ho deciso di intervenire per una rapida riflessione sulla storia e sulla Storia, non solo in riferimento ad ambientazioni medievali (con la nota che non tutti i fantasy non moderni devono obbligatoriamente essere medievali, come insegna il sommo Howard), ma a qualsiasi genere di ambientazione.

La Storia, quella vera, fa schifo.

Il medioevo non era un periodo né romantico, né epico, né cavalleresco... ci piace ricordarlo così perché "plagiati" da una certa narrativa (dai miti arturiani, alle storie di Carlo Magno e dei suoi paladini, che se pur non medievali sono sicuramente base per molti falsi presupposti medievali, sino a giungere a Tolkien). Nel medievo si viveva nella me**a... e non in senso metaforico, quanto, piuttosto, in senso materiale. Le abitazioni erano costituite al più da due locali, l'igiene non esisteva e le persone puzzavano a bestia. Senza contare le malattie, in confronto alle quali le nostre "epidemie" di raffreddori sembrerebbero uno scherzo. I rapporti sociali erano uno schifo, divisi fra i nobili e il volgo, con i primi a cui tutto era concesso e i secondi a cui non era permesso neppure di respirare. Il rapporto fra uomo e donna era un'oscenità, divisa fra un imperante patriarcato (con le donne, soprattutto se nobili, usate solo allo scopo di sancire alleanze in matrimoni dove non esisteva assolutamente alcun sentimento) e una sfiducia totale nello stesso matrimonio (il nobile signore e sua moglie mangiavano dallo stesso piatto e bevevano dalla stessa coppa solo per il timore di lui di poter essere avvelenato dalla famiglia di lei). I cavalieri? In linea generale dei grandissimi str***i, nobili annoiati o figli di ricchi mercanti che, non sapendo come buttare via la propria vita, cercavano in quello un qualche svago (cfr. la vita di San Francesco d'Assisi).
Chiunque fra noi, posto a confronto con la Storia, quella vera, sarebbe nauseato, disgustato... e un libro che narrasse realmente tutto questo, come fedele ricostruzione storica scritta da un professore universitario esperto in storia dell'epoca, si ritroverebbe a confronto con un libro insopportabile da leggere.

E questo non è solo valido per il medioevo. Anche le storie di pirati, tanto per citare un altro filone avventuroso estremamente classico, sono colme di un'epica, di un romanticismo inesistente all'epoca. La vita del pirata non aveva nulla di avventuroso, non celava alcun desiderio di libertà o di appagamento intimo. Era gente sporca, raramente integra nel proprio corpo (dove la maggior parte di loro, in mare, perdeva un arto o, quantomeno, un occhio), che faceva ciò che faceva semplicemente perché criminale. Nessun pirata ha mai sepolto un tesoro, dal momento che qualsiasi doblone riuscivano a razziare, veniva subito speso in alcool e donne.

Ma guardiamo solo l'epoca moderna. Guardiamo solo le storie ambientate nel presente.
Davvero quelle storie sono indicative della nostra Storia?!
O, per maggiore precisione, della "normalità" della nostra Storia?
Perché dove anche la storia è Storia, raramente è riferita a figure "normali"...

Prendiamo "Se questo è un uomo" e "La tregua" di Primo Levi.
Quella è Storia... non è storia.
E pur la Storia ha avuto ragione di divenire storia solo in conseguenza della propria straordinarietà. Perché la Storia di Primo Levi non è una Storia comune... è la storia di un sopravvissuto. E la Storia, quella vera, è scritta dai sopravvissuti, dai vincitori.

Cosa sappiamo delle guerre puniche dal punto di vista dei cartaginesi? Perché studiamo la Storia dell'Impero Romano e non quella di Cartagine?
Perché l'Impero Romano ha vinto... e Cartagine è stata rasa al suolo.

Perché nell'Iliade e nell'Odissea i protagonisti sono Achille ed Ulisse... e non, piuttosto, Ettore o Polifemo? Perché i primi sono in vincitori... gli altri sono gli sconfitti. E la Storia non ha mai reso omaggio agli sconfitti... la Storia rende omaggio ai caduti: ma i caduti sono quelli che stanno dalla parte dei vincitori.
E' brutto a dirsi, ma è così.
Quante celebrazioni sono abitualmente proposte in memoria delle vittime naziste della Seconda Guerra Mondiale? Non delle vittime dei nazisti, ma delle vittime naziste...

E, in questo, la storia apprende dalla Storia, narrandoci solo di protagonisti "straordinari"... dei quali, solamente, potremmo essere attratti a leggere qualcosa.
O se uno di noi scrivesse il libro della propria giornata quotidiana, divisa fra casa, lavoro e sonno, ogni giorno uguale al precedente, ogni giorno identico e privo di "emozioni" al di fuori di un incidente visto sulla tangenziale, potrebbe interessare a qualcuno? :)

E' accettabile che quattro nanerottoli che nella propria vita hanno solamente bevuto birra e fumato erba, riescano a sopravvivere a una guerra mondiale?! (Il signore degli Anelli)
E' accettabile che un pirata affronti armato solo di un pugnale ogni genere di avversari (umani e non) e sopravviva sempre a tutto nonostante attorno a sé vi siano solo morti?! (Sandokan)
E' accettabile che un furbetto, per quanto furbetto possa essere, riesca a sopravvivere agli attentati di una fra le più potenti divinità del proprio mondo nel mentre in cui TUTTI gli altri muoiono attorno a lui?! (Ulisse)
E' accettabile che un uomo da solo possa sconfiggere migliaia di avversari armato solo di una pistola con un solo caricatore?! (qualsiasi film d'azione americano, da Rambo a Die Hard, da Arma Letale a... scegliete voi liberamente!)
E' accettabile... no... non è accettabile nulla di tutto questo.
Non è accettabile neppure il concetto stesso di romantico colpo di fulmine, dove, nel 90% dei casi, anche i colpi di fulmine dichiarati qual tali nascono semplicemente da un prurito sessuale e non di certo da un qualche romanticismo di sorta. :roll:

Ma questa è la differenza fra Storia e storia.

In questo non voglio dire che qualsiasi ca***ta possa essere giustificata. Ma neanche il contrario.
Un personaggio che si fuma una sigaretta con aria distratta mentre maneggia una spada con i piedi in contrasto a 100 avversari può essere una ca***ta. E, ciò nonostante, potrebbe persino essere giustificata in un particolare genere di storie grottesche che ben poco realismo vogliano cercare.
Un personaggio che con una sola pistola e un solo caricatore uccide 100 avversari può essere una ca***ta. E, ciò nonostante, potrebbe persino essere giustificata in un particolare genere di storie d'azione in cui il lettore se ne sbatte di quanti proiettili ha in canna il protagonista, preferendo godere dell'azione del momento.

Se l'idea che Kull, dopo aver sconfitto dozzine e dozzine di nemici, si ritrovi ancora in piedi e abbia la forza di ribellarsi alle leggi, sfidando chiunque a porsi a suo confronto, è poco realistica... beh... sinceramente me ne frego. Kull è Kull... e per Valka, merita di essere rispettato! :)
Se l'idea che gli hobbit, tanto cari e tanto buoni, riescano a riportare a casa la pelle, mentre un cavaliere abituato alla guerra come Boromir muore subito è poco realistica... beh... sinceramente me ne frego. Boromir resta un figo. E gli hobbit sono troppo simpatici per morire... ;)

Si vuole parlare di "errori"?
Che siano errori "veri"... tipo dire che il cuore di un uomo viene spappolato dopo che questi è colpito al petto sul lato destro del medesimo (a meno di rare malformazioni genetiche). ;)
O che siano errori di "coerenza"... tipo dire che l'eroe sale su un cavallo e scende da un asino. :lol:
Ma fare le pulci su quanto possa apparire "esagerata" un'azione (soprattutto in un contesto che magari giustifica anche tale esagerazione) credo che rischi di risultare controproducente innanzitutto per il lettore... non diversamente da come è controproducente per lo spettatore cercare di individuare l'orologio al polso di una comparsa in Braveheart o la camionetta che passa sullo sfondo de La compagnia dell'Anello, andando a visionare il film al rallentatore, pur di riuscirci!
Così come chiedere un realismo assoluto. ;)

Tutto IMHO, ovviamente!
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Re: Errori da fantasy

Messaggiodi B. Franck » 17/11/2010, 12:34

Pesante Sean, sopratutto per me che mi ritngo uno storico e che per quello che studio il medio lo conosco più che bene:
Da come lo descrivi te sembra proprio che il medioevo fosse veramente un mondo buio da dimenticare, ma ti posso assicurare che non è così.
Definire il medioevo in questo modo significa non aver visto niente di quel mondo, della sua erudizione, delle idee che fiorirono in quel periodo. Per molti le invasioni barbariche distrussero la civiltà, ma non è vero: la assimilarono creando qualcosa di nuovo dando le basi che ancora oggi sussistono della civiltà moderna; è vero le persone puzzavano c'erano malattie e le donne erano trattate da schifo, ma se togli l'europa e l'america del nord (e rare zone dell'asia orientale) io ritrovo le stesse cose anche oggi, e devo dire che trovo disuguaglianze anche peggiori nascoste dall'ipocrisia della gente comune: niente di quello che esisteva allora dovrebbe essere demoralizzato come hai scritto te, ma studiato e concepito per il periodo storico in cui si viveva: perchè mi chiedo se uomini come Carlo magno, Giustiniano l'imperatore dei romani, la famiglia Medici a Firenze, e tanti altri, avessero avuto le nostre stesse conoscenze moderne, cosa avrebbero fatto? da quello che ho potuto studiare fino ad oggi, posso dirti che avrebbero usato meglio le nostre conoscenze e in modo molto più utile all'uomo.
Tralascio la banale frase "la storia la scrivono i vincitori" perchè sono anni che la ritengo una banalità. La storia si basa sulle fonti storiche e sulle prove che si trovano del mondo passato, quindi un giusto storico per scrivere di storia deve non solo essere oggettivo, ma deve avere il quadro completo a 360 gradi del periodo storico di cui parla, anche andando a settacciare le fonti più sconosciute del mondo, solo così si può parlare di storia; certo più si avanti nel tempo e più prove storiche abbiamo del periodo più recente, ma ciò non toglie che la storia non la devono scrivere i vincitori, non la devono scrivere nemmeno i vinti, ma coloro che osservano e studiano.
"Più ti immergi nella lettura di un libro, più il tuo piacere aumenta, la tua indole si affina, la tua lingua si scioglie, la tua abilità si perfeziona, il tuo vocabolario si arricchisce e il tuo cuore è appagato"Jahiz 850 d.c.
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Re: Errori da fantasy

Messaggiodi B. Franck » 17/11/2010, 13:46

Un esempio eclatante sul cupo medioevo:
A Roma la più grande comunità ebraica in Europa, nel medioevo veniva tratta dalla camera apostolica e dal Papa, in maniera umana; venivano emesse delle leggi, dove si vietava di dare fastidio agli ebrei innocenti e di non offendere la loro religione......per quanto non essendo cristiano erano comunque trattati in un certo modo, si può anche pensare erano proprio dei buoni samaritani visto che dal 1500 gli ebrei a Roma vengono ghettizzati oltre ogni misura umana; richiusi in un ghetto piccolissimo e obbligati a poter uscire solo in certe ore della notte e con certi modi, obbligati a poter mercanteggiare solo in certi modi e in certi luoghi. Si arriva poi alla "meravigliosa" legge del1750 ad opera di un Papa che viene definita come "legge sopra gli ebrei". Non mi metto qui a narrarvela, ma a paragone le leggi razziali naziste possono sembrare umane.
Questo per dire una cosa, la storia non è soggettiva, ma è oggettiva.
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Re: Errori da fantasy

Messaggiodi SeanMacMalcom » 17/11/2010, 14:49

Frank... ammetto di aver voluto enfatizzare alcuni aspetti della questione (anche se nulla di ciò che ho detto può essere negato... è realtà storica, non completa ma pur realtà storica).
Il mio scopo, però, non voleva essere creare un dibattito su "Medioevo: età oscura o no?", quanto, banalmente, cercare di spingere a riflettere sul fatto che per quanto il fantasy, in molte proprie opere, possa essere considerato ispirato al medioevo, non bisogna dimenticare come, appunto, debba essere considerato "ispirato"... e non "fedelmente riportato". :)

Mi scuso se le mie parole possono averti urtato.
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Re: Errori da fantasy

Messaggiodi B. Franck » 17/11/2010, 19:28

Di sicuro il medioevo nel fantasy non potrà mai essere "fedelmente riportato" proprio per i concetti che hai proposto (non si chiamerebbe più fantasy :D)

Comunque non ti preoccupare, ma la mia parte dello storico doveva uscire fuori.
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Re: Errori da fantasy

Messaggiodi nihal87 » 17/11/2010, 23:10

volevo chiedervi una cosa sull'Acchiapparatti! Non so in quanti lo abbiano letto (per ora è molto bello e particolare) però mi è sorto un dubbio. La religione di questo Regno di Olm non è ben specificata. In un breve tratto del libro viene riferita l'esistenza dei Custodi della Luce, ma poco altro (per ora!!)! però... il gobbo impreca continuamente con questa esclamazione "Per Belzebù".. ma Belzebù non è il Satana cristiano? quindi mi chiedo... è un errore?
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Re: Errori da fantasy

Messaggiodi B. Franck » 17/11/2010, 23:39

Mah.....dipenderà a cosa sarà ricollegata questa religione di cui ancora se ho capito bene, non sai tutto vista l'esistenza dei custodi della luce. Effettivamente usare il termine belzebù mi sembra alquanto strano.....potrebbe essere un errore
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Re: Errori da fantasy

Messaggiodi claudia » 19/11/2010, 13:11

saxosax ha scritto:Spesso e volentieri mi è capitato di leggere autori che NON HANNO LA PIÙ PALLIDA IDEA DI QUANTO PESI UNA SPADA o che ignorano il fatto che USARE UNO SCUDO PER COMBATTERE NON È DA SFIGATI MA SERVE A SOPRAVVIVERE. Vedo tante di quelle volte super guerrieri che combattono con asce o spade doppie, schivando i colpi alla Matrix o impedendo agli avversari di colpirlo solo con la loro presenza carismatica che ormai mi viene da ridere. Per non parlare dei super eroi che alla fine della battaglia hanno ucciso 100 nemici, 1000 nemici, lottando solo grazie alla loro forza di volontà. Provateci voi a prendere in mano una spada di tre chili e vediamo quanto durate... :twisted:


Premetto che mi piace tantissimo questo tipo di discussione, perché dà lo spunto a riflessioni che altrimenti non avrei mai fatto.

Leggendo gli interventi sia di questa che di un'altra discussione, mi è venuto in mente il concetto del suspension of disbelief, fondamentale per chi, come noi, è appassionato di storie "fantastiche". Quello che conta è la coerenza interna all'opera stessa, quindi se in quel libro le spade pesano come le piume a me va anche bene, purché sia un elemento valido per tutti quelli che ne tengono una in mano e non solo perl'eroe di turno. Sta poi al gusto dell'autore creare un mondo più o meno simile a quello reale; e a quello del lettore scegliere il grado di "sospensione" da adottare.
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Re: Errori da fantasy

Messaggiodi niji » 19/11/2010, 16:28

esatto, io mi ricollego (a modo mio) a ciò che ha detto Claudia... nel momento in cui leggo un libro, la mia tendenza è accettare quel che mi propone chi mi sta raccontando la storia. Se ad un certo punto fallisce questa "sospensione dell'incredulità" c'è qualcosa che non va... e che non credo si possa riassumere in un solo e particolare scivolone; la fiducia, probabilmente, andava incrinandosi da un po'...
Poi io sono una persona molto poco critica.... e non mi pongo molti problemi.
Vedi il "per belzebù" sollevato da Nihal... non ricordo se fosse coerente con la religione del libro o meno, ma non mi importa granché: aveva il gusto giusto, adatto all'ambientazione. E la storia non sarebbe cambiata se avesse detto "per osdjenale!" (<- ho vagato a caso sulla tastiera)... avrebbe forse creato meno problemi in quanto non è un termine legato a nulla, ma non si sarebbe portato neppure dietro quel "gusto" che ho trovato così adatto ai colori del libro.
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